VITA DELL'ISTITUTO DI PSICOMOTRICITA' 
(1977- 2018)

Anne-Marie Wille

Anne-Marie Aline Wille nasce a Ginevra dove, dall’età di quattro anni, segue studi di ritmica e pianoforte presso l’Institut Jaques Dalcroze e successivamente al Conservatorio della stessa città. A diciotto anni è pronta a proseguire sulla strada della professione di musicista e di professore di ritmica ma, nel 1966 viene attratta da un corso in cui la musica e il movimento non sono più fine e se stessi ma diventano dei mezzi terapeutici rivolti a bambini con problemi neuroevolutivi. Si iscrive quindi al primo corso attuato in Svizzera chiamato allora: Rééducateur de la Psychomotricité presso l’Università di Ginevra (in seguito la figura sarà definita Thérapeute de la psychomotricité). Durante questa formazione, i suoi interessi si rivolgono soprattutto allo studio delle discipline neuropsichiatriche e psicologiche. Ha la fortuna di avere come professore Julian Ajuriaguerra, il famoso psichiatra infantile, studioso e creatore della nosologia psicomotoria. Frequenta anche alcune lezioni tenute da Jean Piaget e dalla sua assistente Bärbel Inhelder. Durante il suo tirocinio incontra Thérèse Hirsch, una psicomotricista che utilizza la musica in modo particolare: non si limita ad accompagnare il movimento con l’improvvisazione al pianoforte, così come è l’abitudine nelle sedute di psicomotricità di gruppo, ma utilizza anche fiati e strumenti a percussione per comunicare con bambini affetti da gravi disabilità mentali.

Appena diplomata si trasferisce a Milano dove inizia a praticare la professione presso le Scuole Speciali del Comune di Milano ed è anche consulente presso gli Istituti Medico Pedagogici della Provincia. Si confronta con una realtà culturale e scientifica, che le fa assumere un ruolo di pioniere della psicomotricità in Italia. La direttrice della Scuola Speciale Treves de Sanctis, signorina Spinelli, assiste un giorno ad una sua seduta con un gruppo di bambini e resta colpita da questo nuovo approccio alla disabilità. Le viene subito richiesto di tenere corsi di aggiornamento per insegnanti delle scuole speciali, sia in Lombardia che in altre regioni e di scrivere articoli sulla psicomotricità sulla rivista “Didattica Integrativa” (Edizioni La Scuola).

Anne-Marie Wille lascia il contesto scolastico per aprire uno studio in cui inizia la pratica della libera professione. I soggetti le sono inviati dai neuropsichiatri infantili.

Nel 1977 fonda l’Istituto di Psicomotricità.

Conosce professionisti di valore nel campo della pedagogia e della neuropsichiatria infantile, tra cui Ida Terzi, un‘insegnante per bambini non vedenti, famosa per il metodo che porta il suo nome, Adriana Guareschi Cazzullo, neuropsichiatra infantile con la quale ha interessanti ed arricchenti confronti clinici sui pazienti in comune. Incontra Yolanda Sattler, una neurologa di origine ungherese, che oltre ad insegnare nei corsi di formazione psicomotoria dell’istituto, diviene una sua mentore e la indirizza verso la neuropsicologia, una disciplina che diventa per lei un riferimento scientifico di notevole interesse e anche utile per una maggior comprensione delle caratteristiche del comportamento psicomotorio dell’individuo.

Presso l’Istituto Anne-Marie Wille svolge un’intensa attività di terapia psicomotoria con bambini, adolescenti e con alcuni adulti affetti da disordini neuropsicologici acquisiti in seguito a danni del sistema nervoso centrale. Ben presto, considerando l’interesse che numerosi operatori rivolgono alla sua professione, soprattutto dopo aver assistito alla conduzione di alcune sue sedute, decide di organizzare corsi di formazione in psicomotricità per operatori dell’educazione e della riabilitazione. Sono i primi corsi in Italia. Vi insegna la metodologia, la formazione corporea e segue i partecipanti nei loro tirocini.

Partecipa per alcuni mesi ad un lavoro di screening in Québec, presso il Centro Ospedaliero Universitario di Sherbrooke. Viene incaricata di eseguire valutazioni psicomotorie per contribuire alla diagnosi di bambini con diverse problematiche neuropsichiche e neuromotorie. Lavora in un équipe composta da membri di diverse parti del mondo, molto arricchente sia sul piano umano che professionale. In particolare viene colpita dal lavoro di una terapista occupazionale con cui ha interessanti scambi professionali.

Negli anni Ottanta effettua supervisioni sull’attività psicomotoria di adulti disabili nell'ambito della convenzione tra l'Istituto di Psicomotricità e i Centri Territoriali di Riabilitazione del Comune di Milano (C.T.R).

Negli anni Novanta è assunta dal Servizio Medico-Psicologico dell'Organizzazione Socio Psichiatrica del Canton Ticino (Svizzera, Settore Mendrisiotto). Lo psicologo dell’équipe ha una formazione sistemica che implica una comunicazione circolare tra tutte le persone che sono coinvolte nella cura del bambino. Da questa esperienza trae nuovi strumenti per affrontare meglio il rapporto con i genitori dei bambini che ha in carico.

Nel 1998 è membro fondatore dell’ANUPI, (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiana) e   membro del direttivo per numerosi anni. Presiede la Commissione Scientifica dell’associazione in cui il confronto con i colleghi rivela i punti comuni e le differenze tra i diversi modi di praticare la professione. E’ un’esperienza di grande valore e interesse. All’inizio del Duemila però si allontana dall’associazione, non condividendo più né la politica né le impostazioni scientifiche scelte dal direttivo.

Grazie alla continua pratica terapeutica svolta negli anni Novanta con numerosi bambini affetti da Disturbo Autistico, nell'ambito della Convenzione tra l'Istituto e l'USSL 31 di Milano, approfondisce le sue modalità di osservazione e arricchisce le tecniche d’intervento nella terapia psicomotoria a loro rivolta. Trova importanti riferimenti scientifici nella disciplina etologica: in particolare per l’importanza del mondo inanimato e della comunicazione non verbale nei comportamenti spontanei e nelle modalità di apprendimento dei bambini affetti da questo disturbo.

Crea un proprio metodo psicomotorio per l’autismo, che viene descritto nel suo libro Un bambino di poche parole, terapia psicomotoria e autismo (Marrapese 1994) e nel Gigante silenzioso (Armando, 2001), nel Manuale di Terapia Psicomotoria dell’età evolutiva, (scritto in collaborazione con Claudio Ambrosini, Cuzzolin Editore,2005) e nell’Inerzia decisionale (Cuzzolin 2012).

 

Si interessa in modo particolare anche ai disturbi minori del movimento, alle difficoltà della coordinazione motoria ma soprattutto alla disprassia, che le permette di approfondire l’analisi del movimento e delle sue componenti neuropsicologiche. Sviluppa sempre l’uso della musica per migliorare il controllo motorio dei bambini ma anche per arricchire la comunicazione attraverso le sue improvvisazioni e composizioni al pianoforte e con strumenti a percussioni. Queste esperienze sono pubblicate in altri suoi lavori: La Terapia psicomotoria dei Disturbi Minori del Movimento (Marrapese, 1996), Il  Corpo Musicale, (Armando, 2005) e La musica nella terapia psicomotoria. (Erickson, 2016).

Negli anni Novanta è docente dei Corsi di Formazione Regionali per Educatori professionali e per Animatori Sociali della Regione Lombardia. Per dieci anni è Professore a contratto del corso integrativo "La patologia psicomotoria", presso il corso di laurea per "Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva", Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Pavia.

Attualmente si dedica soprattutto alla formazione permanente di operatori della salute e dell’educazione. Sollecita sempre di più la sperimentazione dei partecipanti in prima persona in contesti, attività ed esercizi psicomotori specifici: non solo per una migliore conoscenza del “sé psicomotorio” ma anche per definire meglio gli scopi degli interventi, arricchire le strategie e le modalità tecniche d’intervento nonché la capacità inventiva nella creazione di specifiche proposte. Istituisce nuovi di corsi in cui la musica assume un ruolo centrale. Collabora con altri musicisti e percussionisti, in particolare con l’insegnante e psicomotricista Antonella Caputo e il percussionista Michele Piemontese. Dal 2016 riprende in mano gli studi musicali iscrivendosi alla Scuola Musicale Internazionale di Milano dove frequenta lezioni di improvvisazione e composizione al pianoforte, tenute dalla Maestra Francesca Badalini.

Ha partecipato ed è stata relatore in numerosi corsi, seminari e in convegni nazionali e internazionali sulla psicomotricità e sulla musica. 

Bambini, Natura, Musica, Movimento e Neuroscienze sono al centro dei miei interessi.

Anne-Marie Wille

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